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Sapere

Storia della spada

Cinquemila anni passati ad affinare una sola idea: un pezzo di metallo che deve tagliare, colpire di punta, incassare e stare al fianco. Quella che segue è la versione onesta più breve di questa storia — senza lame da dieci chili.

5000 anni

età delle spade più antiche conosciute

1,3 kg

peso tipico di una spada cavalleresca

13

tipi di lama nella tipologia di Oakeshott

700+

anni di dominio della spada in Europa

Linea del tempo

Otto tappe, una sola linea

ca. 3300–1200 a.C.

La spada di bronzo

Un pugnale cresciuto.

Le prime spade compaiono nell'età del bronzo in Vicino Oriente e nell'Europa egea. Il bronzo si fonde bene ed è duttile, ma è tenero e poco rigido: una lama lunga si piega e resta piegata invece di tornare dritta. Di norma sta fra i 50 e gli 80 cm, anche se i fabbri micenei fusero stocchi di oltre un metro.

Gli esemplari più antichi, come i ritrovamenti di Arslantepe, hanno circa 5000 anni: sono ancora in rame arsenicale, più antico del bronzo vero e proprio. La spada di bronzo arriva con l'Egeo intorno al 1600 a.C. Gli uni e gli altri erano oggetti di rango più che strumenti di guerra: rari, costosi, deposti nelle tombe.

Da sapere

Una lama di bronzo non si spezzava tanto quanto restava piegata: la fragilità appartiene alla leggenda, non al metallo. Il ferro diede ciò che al bronzo mancava: rigidezza a parità di peso.

V sec. a.C. – V sec. d.C.

Ferro, gladio, spatha

Roma standardizza l'arma.

I Celti padroneggiarono la forgiatura di lunghe lame di ferro, i Romani la loro produzione in serie. Il gladio è una spada corta da fanteria per combattere spalla a spalla dietro lo scudo; la spatha, più lunga, nacque come equipaggiamento di cavalleria e dal III secolo aveva soppiantato il gladio anche nella fanteria.

Dalla spatha parte una linea diretta verso la spada vichinga: la stessa lama dritta a doppio filo, lo stesso modo di portarla, lo stesso scopo.

Da sapere

Lo stesso gladio è un prestito: Roma lo prese dagli Iberi durante le guerre puniche, da cui gladius Hispaniensis. Si apprezzava anche il ferrum Noricum, acciaio delle botteghe celtiche del Norico alpino.

VIII–XI sec.

La spada vichinga

Lama dal continente, fornimento dal nord.

Lama larga e piatta con sguscio ampio, guardia corta e pomo pesante, spesso lobato. Tutta la costruzione è ottimizzata per il fendente da dietro lo scudo.

Molte lame trovate in Scandinavia uscirono da botteghe renane. Le più celebri portano il nome agemina ULFBERHT: un marchio durato due secoli, che attirò falsificazioni medievali con l'ortografia sbagliata.

In quest'epoca una spada ha un nome, una discendenza e il valore di un podere. Si eredita, si depone nella tomba, a volte si distrugge di proposito prima della sepoltura.

Da sapere

La metallurgia mostra che parte delle lame ULFBERHT è di acciaio al crogiolo, con un tenore di carbonio che nessun basso fuoco europeo dell'epoca raggiungeva.

XI–XIII sec.

La spada cavalleresca

La guardia cresce, nasce la croce.

Con la diffusione della maglia di ferro e della lancia in resta la spada cambia proporzioni: la guardia diventa una croce che protegge la mano, il pomo diventa un disco, la lama rastrema in modo regolare.

La forma di croce non è casuale né puramente funzionale: la spada diventa oggetto rituale. L'investitura, i giuramenti prestati sul pomo, reliquie incastonate nel pomo stesso.

Sono i tipi X–XIV della tipologia di Oakeshott, e il periodo in cui la spada smette di essere uno strumento e diventa un segno di rango.

Da sapere

Szczerbiec, la spada dell'incoronazione dei re di Polonia, fu realizzata a cavallo del XIII secolo. La leggenda secondo cui Boleslao il Prode l'avrebbe sbrecciata nel 1018 contro la Porta d'Oro di Kiev è quindi impossibile: la spada è quasi due secoli più giovane dell'evento che le dà il nome.

XIV–XV sec.

Spada lunga e armatura di piastre

L'età d'oro della scherma.

La piastra cambia tutto. Il fendente smette di funzionare, così la lama si irrigidisce: sezione a rombo, punta acuta, meno larghezza. L'impugnatura si allunga per due mani.

Compaiono i trattati: Fiore dei Liberi in Italia, la scuola di Johannes Liechtenauer in Germania. La mezza spada, la presa sulla propria lama, il Mordschlag — la spada impugnata come un martello. La scherma diventa un sistema insegnato, con lessico e programma propri.

Quegli stessi trattati sono oggi il fondamento delle AMHE.

Da sapere

Una mano dentro un guanto di piastre poteva afferrare senza rischio la propria lama: da lì vengono le tecniche di mezza spada, per quanto strane sembrino oggi.

XVI sec.

I giganti a due mani

Specializzazione al posto della versatilità.

Lo Zweihänder e il claymore scozzese sono armi da professionisti. I Doppelsöldner — mercenari a doppia paga — li portavano in prima fila e attorno all'insegna. L'immagine nota dello spadaccino che si apre la strada in una siepe di picche viene dalla pubblicistica dell'Ottocento più che dalle fonti coeve.

Uncini di parata e un ricasso rivestito di cuoio permettevano di afferrare l'arma a metà e di usarla come uno spiedo corto. È il momento in cui la spada smette di essere universale e diventa uno strumento per un solo compito.

Da sapere

Gli Zweihänder da cerimonia conservati superano i due metri, ma gli esemplari da combattimento raramente passavano i 170 cm e i 3 kg.

XVI–XVIII sec.

Striscia, spadino, sciabola

La spada lascia il campo di battaglia.

Le armi da fuoco chiudono l'età dell'armatura e con essa quella delle lame pesanti. L'avversario non è più un uomo in piastre ma un uomo in giubba: misura e velocità iniziano a contare più della massa.

La striscia, con la sua elaborata guardia, diventa l'arma della strada e del duello. La cavalleria passa alla sciabola, che in Polonia si sviluppa nelle forme ussare e nella karabela.

La spada a doppio filo sopravvive nel cerimoniale: incoronazioni, ordini cavallereschi, uniformi di gala, dove si trova ancora.

Da sapere

La sciabola polacca wz. 34 fu uno degli ultimi modelli di cavalleria adottati in Europa. Restò in dotazione fino al 1939.

XX–XXI sec.

Il ritorno attraverso la ricerca

Dalla vetrina alla palestra.

Nel 1960 Ewart Oakeshott pubblicò la tipologia che ordina le spade europee secondo la geometria della lama. È l'inizio della conoscenza moderna di un oggetto fino ad allora descritto soprattutto da cataloghi romantici.

Dagli anni Novanta crescono le AMHE: i club leggono i trattati in originale, ricostruiscono le tecniche e le provano negli assalti. Da qui la domanda di spade che si comportino come le originali: massa giusta, bilanciamento giusto, rigidezza giusta.

Accanto corrono la rievocazione storica, il collezionismo e la cultura popolare. La spada è tornata: non come arma, ma come oggetto di studio, di sport e di ossessione.

Da sapere

Le repliche moderne oggi si misurano come pezzi da museo: punto di bilanciamento, nodi di vibrazione e momento d'inerzia sono dati correnti in una bottega seria.

Tipologia

La scala di Oakeshott, l'alfabeto della spada

Nel 1960 Ewart Oakeshott ordinò le spade europee secondo la forma della lama invece che per data o paese. È ancora la lingua di lavoro del settore: basta dire «tipo XV» per aver descritto con una sola sigla sezione, bilanciamento e scopo.

1100–1300

Tipo XII — Taglio e punta in equilibrio

La spada cavalleresca da manuale. La lama rastrema in modo regolare per tutta la lunghezza, lo sguscio arriva a due terzi. Taglia bene, punge abbastanza bene: un compromesso che ha retto duecento anni.

Sopravvissute

Quattro lame che ce l'hanno fatta

Szczerbiec

Castello del Wawel, Cracovia

La spada dell'incoronazione dei re di Polonia, realizzata a cavallo del XIII secolo. Il fornimento è riccamente lavorato con iscrizioni e smalto champlevé; la lama stessa è un elemento secondario, posteriore al fornimento.

ULFBERHT

Europa settentrionale

Non una spada, ma una serie di lame con un nome agemina, prodotte per oltre due secoli. Il primo marchio d'armi riconoscibile della storia.

Joyeuse

Museo del Louvre, Parigi

La spada dell'incoronazione dei re di Francia, che la leggenda lega a Carlo Magno. In realtà è assemblata con parti di secoli diversi, come la maggior parte delle insegne regali.

Spada di san Maurizio

Torino / Vienna

Due spade diverse portano questo nome. Entrambe servirono nel cerimoniale imperiale ed entrambe mostrano quanto in fretta un'arma diventi una reliquia.

Mito contro fatto

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